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Libri vari sulla cucina vegan
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Agnello di Pasqua... senza crudeltà
Ingredienti
Per 4 persone
Per la pasta:
farina bianca g 100
olio extravergine d'oliva g 10

Per il ripieno
verdure miste pulite (punte d'asparago, cappelle di champignon, patata g 80, cipollotto, falde di peperone rosso e giallo, taccole, zucchina) in tutto g 500
olio extravergine d'oliva g 50
spezie miste (cumino, paprica dolce, pepe nero, sesamo, semi di papavero)
Preparazione
Impastate la farina con l'olio d'oliva e g 50 d'acqua tiepida, ottenendo una pasta elastica che lascerete riposare sotto una pentola calda.
Tagliate a pezzetti tutte le verdure, fatele rosolare a fuoco vivo in g 40 d'olio, tenendole piuttosto al dente e conditele con abbondanti spezie miste.
Tirate la pasta sottilissima, allargatela su un canovaccio cercando di darle la forma dell'agnellino, cospargetela con le verdure fredde, e coprite il tutto con altra pasta.
Mettetelo su una placca coperta da un foglio di carta da forno, cospargetelo con spezie miste, irroratelo con g 10 d'olio, quindi infornatelo a 200°C per 25' circa.
Note
Tempo: 60'

 

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Indice di gradimento: Visitata 17909 volte

Slurposissima 26
Gustosa 3
Palatabile 2
Insomma... 6
Schifida 45

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Suggerimenti dei visitatori:
l'idea della forma dell'agnellino è oscena.
Se per questo mangiamo anche gli omini di pan di zenzero... e i babbo natale di cioccolata...se per questo alcune tribù praticano ancora il cannibalismo (anche in cina...) e molti si divertono ad appiccare il fuoco nei boschi...questo non ci giustifica a farlo anche noi o a emulare pratiche simili. forse sono stata brusca (anche se il termine osceno non è poi così improprio). Ma una nuova educazione non può partire da basi sbagliate, non possiamo proporre metodi e idee che rimandano a una pratica alimentare (ed esitenziale!) disumana! siamo animali anche noi , anche se simm razz e bestie strane! io non mangerei mai una torta con la forma o la faccia di mio figlio.
p.s. scusa a tutti per il tono
- serena -

Il commento di Serena è di natura piuttosto specista... ed onestamente un'educazione "disumana" credo sia più interessante di un'educazione improntata su un'umanità assassina... ma, detto ciò, questa storia di dare ad una pietanza la forma di un agnello è davvero disgustosa! Ma cos'è vi manca la carne? al posto del cosciotto vero vi deliziate con quello finto? Io credo che sia gravissimo proporre qualcosa del genere in un sito da tutti visitato per capire qualcosa in più sul veganesimo e sulla cucina vegan. Dovreste rimuovere questa ricetta...
- madie, caserta -

anche se credo che i commenti a un sito di ricette non siano il luogo adatto a una disquisizione come questa, intervengo con un breve spunto, rimandandovi ad altra sede per approfondire.
state toccando un tasto molto dibattuto e delicato,che si puo' riassumere col nome "cucina trompe l'oeil": piatti che richiamano, in qualche modo, la carne.
io non credo che sia corretto esprimere un giudizio etico su questi piatti.
se una persona ha un pranzo di pasqua con parenti necrofagi, e riesce a salvare l'agnello vero proponendo l'agnello finto, siete cosi' sicure che sia da criticare?
secondo me, per le persone che ancora non sono "cosi' avanti come voi", serena e madie, e' molto importante poter avere anche ricette come queste, e vi rimanderei a disquisire su questi temi in altra sede, cannibalismo compreso (tema sul quale la riflessione andrebbe fatta in tutt'altro modo, serena!)
e chiudo con un eterno ringraziamento per lo staff di vegan3000, che non ha mai temuto osare! :-)
- mare di happyvegan -

Spesso nella cucina vegan si usano i prodotti "trompe l'oeil" per avvicinare chi è ancora carnivoro e si sentirebbe perso senza dei riferimenti a prodotti che conosce già.
Se un piatto cruelty-free imita quelli che non lo sono ma salva delle vite, perché dobbiamo per forza condannarlo?
- Scintilla -

Mi accodo anche io sull'idea che con persone come la famiglia durante le feste se non avete la fortuna di avere una famiglia vegana o anche solo vegetariana...il trompe l'oeil è comunque una soluzione. E' ovvio che per me non me lo preparo! E in genere forse io personalmente non so se userei una forma del genere ma non giudico chi lo fa per la sua situazione come strategia. E' sempre un agnello salvato. Lo so che in un'ottica di svolta totale verso l'antispecismo questo possa apparire contraddittorio ma credo che siamo ancora in tempi di transizione e un compromesso che comunque non prevede nessuno sfruttamento animale si possa ancora accettare. Boh, poi gli omini di marzapane non mi sembrano una cosa da cannibale...la pasta a forma di orsetti non l'avete mai mangiata da vegani?
- kla di happyvegan -

ci sarebbero varie cose da dire... in pochi commenti sono stati sollevati così tanti spunti... certo non è bello per un vegan mangiare o preparare ricette che richiamano il carnivorismo, anche se "salvano vite" se proposte a carnivori, neo-vegan, ecc. perchè "incoraggiano", vincono resistenze estetiche e culturali, ecc. Credo che il punto sia che il veganismo (e il vegetarismo) non sono un semplice fatto di "consumo etico" o di "stile di vita" e nemmeno di "salvare vite", ma sono anche un fatto simbolico, proprio come lo è l'abitudine di mangiare carne. In questo senso, il trompe l'oeil ha il pregio di favorire il veganismo sotto il primo aspetto (quello "pratico"), ma forse lo ostacola sotto il secondo, in quanto avalla e incoraggia implicitamente una cultura, un'estetica, un sistema simbolico di sopraffazione (pur evitando la sopraffazione come pratica concreta!). Quindi, il punto è se e quando il gioco valga la candela (kla, per es., considera la nostra fase storica una fase in cui ne vale la pena). Paradossalmente, sempre per rispondere a kla, il problema minore è proprio se tu te lo prepari per te: che tu lo faccia o no è sostanzialmente indifferente (tranne che per la tua sensibilità, ovviamente). La cosa si fa però (se ce ne fosse bisogno) ancora più complessa nel momento in cui pensiamo che spesso il veganismo rischia di essere "slegato" dalla questione ben più importante del veganismo in sè, e cioè lo sfruttamento degli animali. In tal senso, quello che può essere percepito in modo rassicurante da un carnivoro come un'alternativa - che so - salutare, o folkloristica, diventa un'alternativa all'uccisione di animali esplicita, poichè dice chiaramente, con il suo aspetto e il suo nome, che si tratta di qualcosa che sostituisce un atto di violenza nei confronti di un animale, e lo dice chiaramente. Insomma, può essere anche un modo per ricordare a tutti che purtroppo, normalmente, quella pietanza viene preparata in ben altro modo e che il fatto che qualcuno abbia ideato la "versione vegana" non è un caso.
- Marco Reggio -

mangiare vegan è non uccidere... io non credo si inviti a fare una seria riflessione sull'assassionio che si compie mangiando carne, pesce e derivati, facendo l'occhiolino alla cultura della carne. Quest'occhiolino rischia di invalidare le buone intenzioni.
- medeakills -

Cucinare è anche creatività, gioco, trasformazione…
Cosa dire allora dei cioccolatini a forma di cuore? Sono una forma di cannibalismo dei sentimenti? ;o)
E poi c’è il discorso del simbolismo legato alle tradizioni, pensiamo ad esempio alla colomba pasquale e al coniglio di cioccolato (che sono dei dolci).
Non possiamo prescindere dal fatto che certi piatti sono profondamente legati al vissuto delle persone e alle tradizioni dei luoghi, per questo motivo chi non è veg è molto più facile che accetti un agnellino "finto" e cruelty-free piuttosto che nessun agnellino... o qualcos'altro che non gli ricordi in nessun modo il rito e il "cibo" a cui è abituato. Senza la forma dell'agnellino verrebbe perso ogni riferimento alla Pasqua e di conseguenza questa ricetta non avrebbe più senso, poiché il suo scopo è proprio quello di offrire una continuità attraverso un'alternativa "pasquale" cruelty-free.
A scanso di fraintendimenti, vorremmo aggiungere che il disgusto per il finto agnellino è comprensibilissimo e sacrosanto in chi ha già maturato certe riflessioni e fatto determinate scelte, così come è importante cominciare a riflettere anche sull’opportunità di usare o meno certi piatti, tuttavia se desideriamo continuare ad avvicinare a questa scelta anche chi veg non è, occorre prender atto che per tantissime persone il simbolismo e il significato di certi piatti è un fattore irrinunciabile, mentre sappiamo bene che sono perfettamente in grado di apprezzare un buon piatto cruelty-free che non le faccia troppo rimpiangere quelli a cui sono abituate.
Da parte nostra dobbiamo ammettere che i succedanei sono estremamente funzionali a salvare degli animali e una delle richieste più frequenti e pressanti da parte di chi si avvicina al veg*ismo è proprio quella relativa ai sostituti dei prodotti animali.
In quest'ottica, se un succedaneo ha delle possibilità concrete di risparmiare delle vite, noi non possiamo ignorarlo. Tra l'altro questa ricetta, segnalataci da persone vegan come proposta alternativa pasquale, ha già salvato la vita a diversi agnellini: siamo ancora così sicuri che sia giusto censurarla rimuovendola dalle nostre proposte?
Desideriamo inoltre ricordare che questo specifico spazio è stato concepito per i suggerimenti alle ricette e non per le disquisizioni filosofiche, per le quali vi rimandiamo a sedi più appropriate e che pertanto non verranno più pubblicate in questo contesto.
P.S. Grazie a Mare di HappyVegan per gli apprezzamenti e per aver compreso lo spirito del nostro impegno. :o)
- Lo staff di Vegan3000 -

Ma insomma, in questo mondo dove importa ormai solo la facciata,vogliamo incominciare a vedere le cose in maniera concreta? La ricetta è buona,si sono rispettati tutti i principi vegani; ed allora, diamo la forma che piu' ci fa piace e basta con tante polemiche. Buon appetito.
- Antonella -

Brava Antonella. Sono vegana da poco e forse proprio per questo ricordo ancora come si sta dall'altra parte. Pochi sono vegani sin da piccoli, quindi tutti dovrebbero mettersi nei panni di chi, ahimè, è ancora succube dei lavaggi del cervello di chi ha interessi economici nel farci mangiare schifezze. Non capisco il problema della forma. Non ha senso. Per il semplice motivo che siamo nati per mangiare frutta e verdura. Vi chiedo di riflettere su una cosa: quando una persona si trova davanti un animale vivo comincia a leccarsi i baffi, annusarlo ad occhi chiusi e a guardarlo con occhio lubrico? Oppure ha questa reazione davanti ad un albero di belle ciliegie succose? Un piatto a forma di animale non può condizionare il nostro istinto, ma un accurato lavaggio del cervello purtroppo sì. Abbiate più pazienza e fiducia nelle persone. Non è facile liberarsi del un condizionamento di una vita. E la ricetta è la fine del mondo
- Laly -

ciao a tutti...vorrei serenamente aggiungere che, visti gli ingredienti, credo che il piatto sia ottimo, per quanto riguarda la presentazione del piatto non la trovo stimolante per il mio modo di vedere, quindi credo mi sia sufficiente cambiare forma!...a proposito perchè non lanciamo una amichevole e scherzoso piccolo sondaggio per sostituire la "forma" in questione alla creatrice della ricetta?...per esempio: la forma di una campana, visto il periodo...a voi ulteriori suggerimenti...riciao a tutti
- paolo -

Non sono assolutamente daccordo:agnello e colomba sono simboli cristiani! che poi l'uomo nol suo totale egocentrismo abbia pensato "bene" x festeggiare di mangiarsi il povero agnellino questo è un altro paio di maniche. Noi dando alla pasta la forma dell'agnello festeggiamo il suo salvataggio non la nostalgia di non trovarcelo piu' nel piatto!!!
- Beba -

Riflessioni interessanti e sono daccordissimo con Beba, xke' nessuno ha pensato ke si tratta di un simbolismo nn cannibale quanto di rappresentazione della salvezza? in questo caso la ricetta si presenta con una duplice ragione di salvezza. in fondo si tratta soltanto di una forma, nn si mangia un agnello ma lo si celebra!
- valentina -

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