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Cannibali e vegetariani


Dato che io ritengo gli animali simili all'uomo e ho scelto "di conseguenza" di non nutrirmene, potete anche capire che, seguendo una logica sequenziale, potrei considerare cannibali i carnivori...

Ma andiamo con ordine...
Per cannibale si intende colui che si ciba di esseri appartenenti alla sua stessa specie.

Nella nostra società il cannibalismo è considerato un "tabù", qualcosa che è proibito da una legge morale, che va ben al di là della legge scritta, qualcosa che quindi ne provoca il rifiuto a livello istintivo.

Io vorrei invece considerare questo "tabù" da un punto di vista prettamente logico.

Osservare dunque il fenomeno senza interferenze di carattere morale. Fra gli animali il cannibalismo è una pratica abbastanza diffusa; le femmine che partoriscono, spesso mangiano i nuovi nati portatori di gravi handicap, eliminano insomma quegli elementi che pregiudicherebbero la corretta evoluzione della specie.

Lo scopo primario del cannibalismo fra gli animali è dunque da considerare come l'adempimento del fine ultimo della natura: la prosecuzione e il miglioramento della specie. Un "sano" istinto, diciamo così.

Degli umani si possono osservare manifestazioni di cannibalismo che sono solo elaborazioni mentali dell'istinto di miglioramento della specie: il cannibalismo praticato da certe tribù era legato al concetto di appropriazione delle qualità dell'altro, mangiando il valoroso nemico catturato, il cannibale ingeriva la forza stessa del nemico. Così facendo il cannibale pensava di poter accrescere la propria forza proprio grazie a quella del nemico. Un concetto che si avvicina a quello più recente di "noi siamo quello che mangiamo". E in un certo senso è anche vero dato che l'apporto di proteine animali favorisce il potenziamento della massa muscolare.

L'uomo è un animale che ha subito una evoluzione tutta sua. Ma sia chiaro che anche gli altri animali hanno subito una evoluzione, diversa dalla nostra e specifica riguardo ad ogni specie.

E si badi che l'evoluzione, sia dell'animale uomo che degli altri animali, rapportata al'età del pianeta, è cosa piuttosto recente ed è iniziata da relativamente poco tempo.

Quindi non c'è da stupirsi se qualche cannibale, magari più "evoluto" sia ancora in circolazione.

E non occorre andare a cercare nelle selve inesplorate della Nuova Guinea, basta sfogliare la cronaca francese di pochi anni fa dove si parla di quello studente giapponese di ottima famiglia che si era mangiato la fidanzata motivando il gesto col suo bisogno di sentire il suo amore come parte di sè, la voleva dentro di sè. Lo studente, reo confesso, fu momentanemanete ingabbiato in Francia ma ben presto la sua potente famiglia chiese ed ottenne l'estradizione e le ultime notizie che si hanno parlano del suo rientro a casa in libertà vigilata.

Ma andiamo avanti: da un punto di vista strettamente biologico, nutrirsi di carne significa apportare al nostro organismo un quantitativo di proteine necessarie al corretto funzionamento dell'organismo stesso.

Applicando esclusivamente la logica a questo postulato e dunque "prescindendo da qualsiasi moralità", si deduce che, nel momento in cui si opta per un'alimentazione carnivora si "sceglie" di nutrirsi di carne e dunque, ogni essere fatto di carne, compreso l'uomo, può entrare a far parte della nostra alimentazione.

Ripeto che sto usando un procedimento logico e dunque non sto applicando nessuna "morale".

Quello che ci vieta di nutrirci dei nostri simili è dunque solo ed esclusivamente una questione "morale" che con la logica non ha niente a che vedere.
Vediamo da dove deriva la morale allora.

Uccidere un essere per nutrirsene è legge "naturale" di sopravvivenza. Uccidere un proprio simile va contro al principio naturale di prosecuzione della specie.
Per sopravvivere quindi occorre uccidere un altro essere ma che non sia appartenente alla propria specie.
Ecco dunque da dove deriva la morale che vieta il cannibalismo; sempre e solo da una legge di natura.
E siamo da capo.

Ma l'uomo è un animale onnivoro, ossia si può nutrire indifferentemente sia di animali che di vegetali.
Le proteine della carne non sono indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo umano.
Questo è un dato confermato dalla scienza e, se non bastasse, migliaia di vegetariani vivi e vegeti (pensate agli indù per esempio) dopo secoli di alimentazione vegetariana lo possono confermare ulteriormente.
Le proteine che necessitano all'uomo per il suo corretto funzionamento organico si trovano "anche" nei vegetali e dunque la scelta di un'alimentazione carnivora non è più giustificabile come scelta "necessaria alla sopravvivenza".

Arrivati al 2000 credo che bisognerebbe considerare seriamente questa faccenda. La scelta di essere carnivori implica anche il dover prendere atto che si compie una scelta immorale, dato che non esiste nessuna motivazione nè scientifica nè logica che ci autorizzi ad uccidere un altro essere vivente per nutrircene.

Questo è stato il procedimento logico e morale che io ho seguito per arrivare alla scelta di essere vegetariana.

Zhora

Tratto da: http://www.zhora.it/cannibali_e_vegetariani.htm

Si ringrazia Zhora per l'articolo pubblicato su questo sito.




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