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Le contraddizioni della vivisezione


La vivisezione nasce da una palese contraddizione, da un lato i ricercatori si sentono giustificati dal fatto che gli animali differiscono dall'uomo e quindi sono autorizzati a compiere ricerche che non potrebbero mai effettuare sull'uomo, dall'altro lato i vivisettori ritengono che i risultati ottenuti sugli animali possono avere validità e trasferiti al genere umano, riconoscendo un'affinità tra i due.

In realtà sappiamo benissimo che l'unica somiglianza è la capacità di soffrire.

Per capire l'errore della vivisezione ho trovato un dato significativo (bollettino d'informazione sui farmaci 1983): dal 1972 al 1983 sono stati ritirati dal commercio 22.621 medicinali, che però avevano passato i test di tossicità sugli animali.

Persino la pennicillina è tossica per cavie e criceti. Chissà cosa sarebbe successo se fosse stata subito sperimentata sugli animali. Si può giungere a conclusione che la vera cavia è l'uomo e che ogni esperimento sugli animali è inutile.

Prendiamo ora il lato etico. Superando l'idea che la terra "giri" intorno all'uomo possiamo affermare che gli animali hanno dei diritti, il primo fra questi di soppravvivere. Quindi concludendo gli animali non devono essere difesi perché dobbiamo essere come genere umano buoni, ma perché anche loro sono portatori di diritti.

(autore sconosciuto)




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