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Quell'ingrediente che manca... è l'amore!


Cucinando succede che il medesimo piatto, preparato con la stessa ricetta e gli stessi ingredienti, riesca in maniera anche molto diversa in funzione di chi lo cucina e, talvolta, diverso persino alla stessa persona, in momenti differenti.

Perché questo accade?

A me è successo parecchie volte, soprattutto prima di adottare lo stile di vita vegan, di cucinare in modo svogliato, distratto, per necessità e non per piacere.

Per dirla proprio tutta, personalmente non ho mai imparato veramente a cucinare prima di adottare l'alimentazione vegan, perché ho sempre avuto un'avversione istintiva verso la carne: sapore, consistenza nella masticazione e al tatto, aspetto, viscosità, ecc.

Da bambina l'ho sempre ingerita controvoglia e ho smesso durante l'adolescenza di assumerla, anche se l'ho eliminata del tutto col tempo, mano a mano che cresceva la mia consapevolezza di tutta l'enorme sofferenza che ci sta dietro... fino a quando mi sono finalmente decisa a fare il grande passo verso il veganismo!

Da vegetariana la mia alimentazione era piuttosto monotona e prevalentemente basata sui formaggi (che, a differenza della carne, adoravo!). Così è stato per anni.

Invece da quando sono vegan ho scoperto il mio cibo ideale e ho trovato un piacere tutto nuovo ai fornelli.

Ecco allora che da quando ho cambiato punto di vista sul cibo (e soprattutto il tipo di "cibo"!), cucinare è diventato un piacere, una passione, un'arte... Ho smesso di rovinare irrimediabilmente le pietanze a causa della mia distrazione ai fornelli, i cibi scotti o carbonizzati sono ormai un lontano ricordo, e, last but not least, mi riesce addirittura la maionese (rigorosamente vegan, naturalmente)! :-)

Persino alcuni piatti elaborati, con un po' di attenzione e pazienza, si trasformano da irraggiungibili obiettivi a tangibili e gustosi risultati. Ora c'è una cura nuova per ciascun piatto, ogni cibo ha la sua ragione d'essere, la sua funzione vitale, la sua unicità e prelibatezza.

La mia cucina si è trasformata in un piacevole ambiente da cui si sprigionano profumi di erbe e spezie, arricchito dagli accattivanti e molteplici colori delle verdure, della frutta, con gli inconfondibili effluvi delle zuppe invernali, le paste multicolori alle verdure, i deliziosi stuzzichini, i gustosi e leggeri pâté, i cereali della tradizione o di altre culture, i molti e preziosi legumi...

Insomma, cucinare è diventato per me un autentico piacere e non più una ripetitiva necessità.

Ho imparato a porre tutta la mia attenzione in ogni gesto, in ogni particolare: dal tipo di olio più indicato per ciascuna pietanza, alla giusta dose di sale, alle spezie più adatte per ogni piatto, ognuna con una propria fragranza, un proprio tocco, un proprio imprinting quasi.

Quell'inconfondibile profumo, quel sapore particolare: ogni cibo ha la sua particolare preparazione e la sua speciale cottura... con la giusta attenzione e la gioia della pratica cucinare diventa quasi una sorta di istinto, di arte intuitiva, ancor prima che una fredda adesione a delle sterili tecniche: non tutte le volte la stessa ricetta è davvero la stessa cosa (nella cucina naturale vegan è assente l'omogeneità tipica del cibo industriale!) e sì, ogni singolo piatto è davvero unico e a sé stante.

E così, con l'esperienza e la pratica, nel tempo ho capito che spesso la differenza più grande non sta solo negli ingredienti utilizzati, ma sta soprattutto nella cura e nell'amore che profondiamo nella preparazione del nostro cibo.

E.B.




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