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Sai calcolare il tuo rischio cardio-vascolare?

Le malattie cardio-vascolari sono delle patologie che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni, lasciano spesso esiti invalidanti e possono addirittura condurre all’exitus.

Le due forme più gravi sono rappresentate dall’infarto del miocardio e dall’ictus cerebrale per le quali l’aterosclerosi rappresenta il più delle volte il meccanismo eziopatogenetico di base.

Ma vediamo più da vicino in cosa consistono queste tre condizioni, quali sono i fattori di rischio ad esse correlati e in che modo possono essere prevenute.

L’infarto del miocardio si verifica quando non arriva sufficiente sangue al cuore per uno squilibrio fra richieste ed approvvigionamento. Quando le coronarie (arterie deputate alla vascolarizzazione del cuore) non riescono a rifornire adeguatamente una o più zone del muscolo cardiaco, le cellule vanno incontro ad ipossia (ridotto apporto di ossigeno), ischemia (grave mancanza di ossigeno), danno tissutale, necrosi (morte cellulare) e quindi infarto.

Lo stesso meccanismo si può verificare a carico del cervello quando un suo settore non viene irrorato (in questo caso si parla di ictus); la perdita delle cellule nervose interessate può produrre gravi conseguenze sulle funzioni e sull’autonomia dell’individuo.

Come già accennato l’aterosclerosi rappresenta la causa più frequente (ed anche prevenibile!) di infarto ed ictus. Si tratta di un accumulo di grasso sulle pareti interne delle arterie il cui calibro viene progressivamente ridotto fino ad impedire il regolare flusso di sangue. Il grasso (principalmente colesterolo) si organizza in placche che, non solo si accrescono nel tempo, ma possono anche frammentarsi e dar luogo a fenomeni tromboembolici a distanza.

Nei paesi industrializzati le malattie cardio-vascolari rappresentano la prima causa di morte; il rischio medio della popolazione italiana di età compresa fra i 40 e i 70 anni risulta essere del 5.8% negli uomini e dello 0.9% nelle donne.

Ma quali sono i fattori di rischio?

Ce ne sono di non modificabili come l’età, il sesso e la familiarità e di modificabili come l’abitudine al fumo, la colesterolemia, la pressione arteriosa, il diabete, il sovrappeso, la sedentarietà e le scorrette abitudini alimentari.

Per conoscere ed eventualmente modificare il proprio rischio di un primo evento cardio-vascolare maggiore (infarto od ictus) sono state create le CARTE DEL RISCHIO (che riportamo in appendice e presenti anche sul sito www.cuore.iss.it).

Come consultarle:

  • Scegliere la carta del rischio in base al sesso e alla presenza o assenza di diabete
  • Posizionarsi nella zona fumatori o non fumatori
  • Identificare il decennio di età
  • Collocarsi sul proprio livello di pressione arteriosa sistolica e di colesterolemia
  • Localizzare il colore della casellina sulla Carta del Rischio e leggere nella legenda il livello di rischio corrispondente

Esempio: una donna senza precedenti episodi di infarto o ictus, non diabetica, fumatrice, di 53 anni, con pressione arteriosa sistolica di 155 mmHg e colesterolo totale di 246 mg/dl, avrà un rischio di ammalarsi nei prossimi 10 anni del 5-10%; il che vuol dire che su 100 donne con le sue stesse caratteristiche, dalle 5 alle 10 andranno incontro ad un evento cardio-vascolare maggiore.

Il sesso maschile, l’età, il fumo, il diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia risultano essere gli elementi maggiormente connessi con la probabilità di ammalarsi; ecco perché, dopo aver identificato il proprio rischio, è utile intervenire su quei fattori attivamente modificabili.
 

La prevenzione dunque si basa su regole ben precise:

  • Non fumare.
  • Avere sane abitudini dietetiche. Consumare prevalentemente alimenti di origine vegetale (cereali, legumi, verdura, frutta, semi, alghe.                      I cibi animali (carni, salumi, latte, uova e formaggi) sono ricchi di grassi saturi e di colesterolo che promuovono la formazione delle placche aterosclerotiche e favoriscono l’occlusione delle arterie.
  • Limitare il consumo di alcool e di sale.
  • Regolarizzare la pressione arteriosa: negli individui di età superiore ai 30 anni, il valore desiderabile di pressione è inferiore a 140/90 mmHg.
  • Controllare il diabete con l’alimentazione, l’attività fisica e, se necessario, con i farmaci. L’iperglicemia danneggia la parete dei vasi e facilita la formazione della placca aterosclerotica.
  • Fare sport regolarmente: praticare un’attività fisica di intensità moderata per almeno 20 minuti al giorno. Ad esempio: bicicletta, nuoto, ballo, camminate a passo sostenuto o anche sci di fondo e canottaggio
  • Ridurre lo stress: lo stato emotivo può influire sul sistema cardio-vascolare aggravando la situazione soprattutto se già presenti altri fattori di rischio.


Lo stile alimentare del vegetariano risulta essere quello più indicato oltre che nelle patologie cronico-degenerative e nei tumori, anche nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie. Ma attenzione: anche il vegetariano, se fumatore, in sovrappeso, sedentario, grande consumatore di uova, latte, formaggi, gelati, sale, alcolici, cereali raffinati, prodotti da forno e di pasticceria……può ammalarsi!

Che ognuno quindi provi a calcolare il suo rischio e cerchi (coraggiosamente!) di migliorare le proprie abitudini, ricordando sempre che…prevenire è meglio che curare!

 

CARTE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE

 

DONNE DIABETICHE (rischio a 10 anni)
 

 



 

DONNE NON DIABETICHE (rischio a 10 anni)
 


 


 

UOMINI DIABETICI (rischio a 10 anni)
 


 

 


UOMINI NON DIABETICI (rischio a 10 anni)
 


 

Istituto Nazionale dei Tumori di Milano




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