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Lo spreco globale della carne

ENVIRONMENTAL RESEARCH: LO "SPRECO GLOBALE" DELLA CARNE

Sabato, 03 Agosto 2013

Dimezzando il consumo, 2 miliardi di affamati in meno

Se gli Stati Uniti rinunciassero al consumo di carne bovina potrebbero nutrire tre volte tanto il numero di persone che sfamano ora.
Lo rivela un recente studio, spiegando che le calorie assunte da una persona che si nutre di carne bovina, rappresentano appena il 10 per cento di quelle acquisite dall'animale dai prodotti agricoli. Nel passaggio dunque si disperde il 41 per cento delle calorie.
Lo studio, dei ricercatori della University of Minnesota Institute on the Environment, è stato pubblicato sulla rivista specializzata IOP Science Environmental Research Letters.
Il saggio affronta la materia a livello globale, ma a sprecare più calorie sarebbero soprattutto gli Stati Uniti, primi esportatori al mondo di carne bovina.
Soltanto il 34 per cento delle calorie assunte dagli animali allevati nel Paese, alla fine, viene assorbita dall'organismo umano. Per fare un confronto, in Cina, il 62 per cento dell'apporto calorico assunto dalla popolazione non passa dalla carne, mentre, in India, la percentuale sale al 90 per cento.
Per chi non potesse o volesse rinunciare a bistecche e spiedini, gli autori dello studio propongono di arginare lo spreco eliminando la carne bovina dalla dieta, in favore di quelle suina o ovina, molto più caloriche; così facendo, si riuscirebbero ad alimentare 357 milioni di persone in più nel mondo.
Intraprendere una dieta vegetariana, invece, contribuirebbe a sfamare 850 milioni di individui in più, mentre dimezzare il consumo di carne nel mondo darebbe cibo ad altri 2 miliardi di persone. Scelte non da poco, considerato che la domanda globale di alimenti è destinata a raddoppiare nel 2050.



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