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Le motivazioni dei vegan
di Emanuela Barbero
per gli animali
perché non mangi nessuno che sia in grado di soffrire
In base a quali
criteri ciascuno di noi sceglie, tra tutti gli animali, chi amare e chi
mangiare?
Tradizioni, cultura, società, famiglia, abitudini: chi mangia gli animali (ma
solo certi
animali, quasi mai tutti) si è semplicemente adattato alla situazione
esistente.
Mentre trangugia tranquillamente mucche, maiali e galline non
mangerebbe mai un gatto (a parte purtroppo certe eccezioni) e ancora più
difficilmente un cane. Perché? Qual è la differenza tra l'intelligenza e
l'affettuosità di un cane e quella di un maiale?
In realtà non siamo noi a decidere se e quali animali mangiare, perché
altri hanno scelto per noi.
Chi sceglie di vivere vegan prende oggettivamente atto che gli animali (tutti e
non solo alcuni)
non
sono cibo, bensì esseri senzienti in grado di provare piacere e dolore,
gioia ed emozioni, angoscia e paura… e sono anch’essi in grado di amare
e di soffrire!
Gli animali che
arrivano nei piatti di chi mangia carne nascono e vivono le loro brevi
e innaturali vite in enormi capannoni maleodoranti fatti di cemento e di
sbarre dove non è assolutamente possibile vivere secondo la loro natura:
sono stati così trasformati da incredibili esseri viventi in semplici
oggetti.
Vittime innocenti del nostro spietato sistema economico e
produttivo, miliardi di creature vivono le loro non-vite in gabbie
anguste e in spazi sovraffollati, senza mai vedere il cielo né un prato
verde, senza conoscere il sole, l’aria, la minima libertà di
movimento e di relazione con gli altri animali della loro specie.
Non
li mangiamo perché il loro sistematico massacro è un atto di violenza
brutale e non necessaria che abbiamo il potere di fermare con le nostre
scelte… e noi vogliamo spezzare le catene di tutta questa immensa
sofferenza.
Essere vegan
ci
consente di prendere le distanze da un sistema pesantemente basato sullo
sfruttamento e sul dominio, valorizzando invece il
rispetto per ogni forma di vita.
Perché dalla sistematica violenza verso gli
animali nascono poi la maggior parte delle altre forme di violenza e di
sopraffazione... ad esempio sappiamo che la caccia è sempre servita per esercitarsi
nella guerra e - come già scriveva Erasmo da Rotterdam - "a forza di
sterminare animali, si è capito che anche sopprimere l'uomo non richiede
un grande sforzo".
per l’ambiente
perché ha un minor impatto ecologico e risparmia preziose risorse
produttive
Mangiare vegan significa un impatto drasticamente più ridotto sulle
risorse del nostro pianeta, che notoriamente non sono infinite.
Significa un minor consumo di energia, di acqua, di pesticidi, di
inquinanti, di farmaci. Significa minor necessità di terra e di
conseguenza minore deforestazione.
Il
settore della carne è il
secondo maggior inquinatore dopo quello dell'automobile e il 70%
dell'acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e
dall'agricoltura, i cui prodotti servono in gran parte a nutrire gli
animali d'allevamento.
Nel 2007 la FAO denunciava che gli allevamenti sono la causa di quasi un
quinto dell'inquinamento responsabile del riscaldamento del globo
terrestre, sottolineando che il settore del bestiame rappresenta una
minaccia ambientale in continua crescita. Nella sua relazione ha reso
noto che il bestiame ha prodotto il 35-40 per cento delle emissioni di
metano e il 65 per cento delle emissioni di ossido di azoto, che è circa
300 volte più dannoso della CO2, per il riscaldamento globale.
L’impronta ecologica (footprint) di chi mangia carne è molto più elevata
di chi non la consuma: si è calcolato che essa incide per circa il 30%
in più e, come se ciò non bastasse, il consumo di carne su scala
internazionale sta aumentando costantemente, soprattutto nei paesi
emergenti. La popolazione umana è in continua crescita ed è molto vorace:
stiamo consumando velocemente le risorse del pianeta e lo stiamo facendo
in modo irresponsabile, come se fossero illimitate.
per chi muore di
fame
perché è socialmente responsabile e consente una più equa distribuzione
delle risorse alimentari, in un mondo che conta oggi oltre 800 milioni
di persone malnutrite
Se
mangiassimo tutti vegan ci sarebbe cibo più che a sufficienza per tutti,
siccome la terra che oggi serve per nutrire una sola persona che consuma
carne sarebbe sufficiente a sfamarne ben 20 vegane! Inoltre, destinando
un ettaro di terreno all'allevamento bovino, in un anno otteniamo 66 kg
di proteine, contro i 1868 kg di proteine (28 volte di più!) che invece
otterremmo destinando, ad esempio, lo stesso terreno alla coltivazione
della soia.
Un bovino ha
un'efficienza di conversione delle proteine animali di solo il 6%,
consuma cioè 790 kg di proteine vegetali per produrre meno di 50 kg di
proteine animali.
Negli ultimi 50 anni la produzione mondiale di carne si è quintuplicata
e questo trend è in continua crescita, mentre sono milioni gli acri di
terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati esclusivamente per la
produzione di mangime destinato all'allevamento del bestiame europeo.
L'80 per cento dei bambini che nel mondo soffrono la fame vive in paesi
che di fatto generano un surplus alimentare che viene però per lo più
prodotto sotto forma di mangime animale e che di conseguenza viene
utilizzato solo da consumatori benestanti.
Gli
animali da allevamento sottraggono al diretto consumo umano circa un
terzo dei cereali prodotti in tutto il mondo, mentre con un etto di
cereali si sfama tranquillamente un umano ma di certo non una mucca!
Alcuni nutrizionisti ed ambientalisti americani hanno calcolato che se
venisse destinata all'alimentazione umana la quantità di cereali e di
soia comunemente impiegata per l'allevamento del bestiame da macello
degli Stati Uniti, verrebbe cancellata la piaga della fame nel mondo.
per la nostra
salute
perché migliora e preserva il tuo benessere psico-fisico
Perché
mangiare vegan è anche molto salutare, considerato che gli esseri umani
anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e
fisiologicamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si
sono però adeguati culturalmente o per necessità di sopravvivenza in
mancanza di cibi più idonei.
Sempre
più studi testimoniano come un’alimentazione basata sui cibi vegetali sia
protettiva nei confronti di numerose patologie cronico-degenerative
mentre il consumo di grassi saturi, colesterolo e proteine animali
predispone all’insorgenza di obesità, diabete, ipertensione, malattie
cardiovascolari, osteoporosi, gotta, demenza senile e tumori.
I
morti dovuti alle malattie cardiache (soprattutto infarto) hanno ormai
raggiunto cifre da veri e propri bollettini di guerra: ogni anno i
decessi sono
17
milioni nel mondo, di cui 4 milioni nella sola Europa. Tutto
ciò mentre recenti studi americani ed europei hanno dimostrato che una
dieta vegetariana equilibrata e povera di grassi permette di ridurre il
rischio di cancro del 40%, di infarto e altre malattie cardiache del
30%, di diabete del 60%, di calcoli al fegato del 60%, di obesità del
40%, di intossicazioni alimentari dell’80%, di ipertensione dal 22 al 68%.
Numerosi studi scientifici ci confermano che una sana alimentazione
a base
vegetale aiuta efficacemente a prevenire e spesso anche a curare la
maggior parte delle malattie oggi più diffuse, inclusi
diversi tipi di tumori e molte malattie
degenerative tipiche dei paesi ricchi (vedi anche
www.scienzavegetariana.it
e
www.VegPyramid.info
e il libro
La Cucina Diet_Etica).
L’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada
affermano che le diete vegetariane/vegane correttamente bilanciate sono
salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici
per la salute nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie
cronico-degenerative.
Non solo, un’alimentazione vegana varia ed equilibrata risulta
appropriata per tutti gli stadi della vita dall’infanzia alla senescenza
inclusi gravidanza, allattamento e svezzamento (Ada
Report, 2003). Trovate il documento completo (sia l’originale in inglese
che la traduzione i italiano) a questo link:
http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_ital.htm.
Insieme all’American Dietetic Association
sono sempre più numerose le Società Scientifiche che consigliano di
basare la propria dieta su cibi vegetali come:
• American Institute for
Cancer Research (Dc:Airc;
1997)
• World Cancer
Research Found (Dc:Airc
1997)
• American Cancer
Society (Ca
Cancer J Clin 2002; 52:92-119)
• American Heart
Association
(Circulation 2000;102:2296-2311)
• Heart and Stroke
Foundation of Canada (http://ww2.heartand-stroke.ca)
• National Institute
of Health (Circulation
1999;100:450-456)
• American Academy of
Pediatrics
(Circulation 1999;100:450-456).
Più salute
significa anche più indipendenza e libertà, maggiori opportunità e
consapevolezza, che sono invece condizioni difficili da mantenere quando
si dipende pesantemente da strutture e istituzioni.
Mai come
nel caso del cibo che mangiamo, la scelta sta soprattutto a noi e non è
delegabile ad altri. Siamo noi stessi a fare la differenza e a dare la
direzione e il senso del nostro agire e del nostro essere.
Libertà e salute dipendono prima di tutto dalle scelte di ciascuno di
noi: anche questa è consapevolezza. |
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