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Anche i pesci provano dolore

Anche i pesci provano dolore.
Le trote possiedono recettori polimodali proprio come gli uomini.


Scienziati britannici avrebbero trovato le prove che dimostrano che anche i pesci percepiscono il dolore. La scoperta fa da complemento a studi precedenti, secondo i quali sia gli uccelli sia i mammiferi possono provare dolore, mentre era stato ipotizzato che i pesci non ne fossero in grado.

I ricercatori, del Roslin Institute e dell’Università di Edimburgo, hanno osservato regioni nel cervello delle trote arcobaleno che rispondono a stimoli dannosi. Inoltre hanno scoperto che i pesci mostrano reazioni marcate quando vengono esposti a sostanze nocive.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Proceedings of the Royal Society London B". Lynne Sneddon, che ha guidato il gruppo di scienziati, afferma che i profondi mutamenti comportamentali e fisiologici mostrati dalle trote dopo l’esposizione a sostanze nocive sono comparabili con quelli osservati nei mammiferi superiori.

I ricercatori hanno anche indagato sulla presenza nei pesci di nocicettori, siti che rispondono a stimoli di danneggiamento dei tessuti. Applicando stimoli meccanici, termici e chimici alla testa di pesci sotto anestetico, e registrando la loro attività neurale, gli scienziati hanno scoperto 58 recettori che rispondevano ad almeno uno stimolo.

"Di questi - spiega Sneddon - ventidue possono essere classificati come nocicettori, in quanto rispondevano alla pressione meccanica ed erano stimolati se riscaldati sopra i 40 gradi Celsius. Diciotto recettori, inoltre, rispondevano a stimolazioni chimiche e possono essere definiti come nocicettori polimodali". Si tratta dei primi a essere trovati nei pesci, e assomigliano a quelli degli anfibi, degli uccelli e dei mammiferi, compresi quelli degli esseri umani.

4 maggio 2003
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