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Divieto di pascolo per la Cina

La Cina impone il divieto di pascolo per arginare la degradazione del suolo.

Sono cosi' enormi i danni al suolo causati dal sovrasfruttamento dei pascoli (erosione, desertificazione), che la Cina ha disposto un divieto di pascolo in tutta la nazione, ripetendo il provvedimento temporaneo gia' adottato un anno fa.

La degradazione del suolo è uno dei problemi più seri che l'agricoltura moderna si trova ad affrontare. Mentre servono da 20 a 1000 anni per la formazione di un centimetro di suolo, le Nazioni Unite hanno stimato che il vento e l'acqua erodono l'1% del suolo del pianeta ogni anno. Generalmente è poco noto come l'allevamento di animali sia uno dei fattori che più contribuiscono all'erosione. Quando un pascolo è sovrasfruttato, il bestiame compatta il suolo con gli zoccoli e strappa la vegetazione che tiene assieme il terreno, diventando così causa di erosione.

A livello internazionale, si sono verificati seri problemi di compattamento del suolo, erosione e diminuzione di fertilità in molte aree dedicate all'allevamento di bovini e ovini. Queste comprendono l'Ovest americano, l'America centrale e meridionale, l'Australia e l'Africa sub-sahariana. E ora, anche la Cina inizia ad avere di questi problemi. Il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) stima che il 20% dei pascoli del mondo abbiano subito un sostanziale degrado dal 1945, e che il ritmo di distruzione sia in continua crescita.

I pascoli ricoprono quasi il 40% della superficie della Cina, ma, a causa della recente accresciuta prosperita', si allevan oggi molti piu' bovini, pecore, capre e yak, e questo casua degradamento del suolo, cui si aggiunge il problema del suolo fertile "rubato" dall'espandersi delle citta'.

Il degradamento del suolo aumenta di molto l'erosione e la desertificazione, e intensifica le tempeste di sabbia che flagellano la Cina settentrionale in primavera. Per questo e' stato imposto il divieto, che, a seconda delle zone, sara' valido da 2 mesi a un anno. Le notizie di agenzia riportano che questo divieto fara' si' che che aumenti il numero di animali allevati, anziche' a pascolo, in allevamenti intensivi, con mangimi coltivati appositamente. Ma questo di certo non risolve il problema, anzi!

L'allevamento intensivo distrugge il suolo perche' la coltivazione di cereali per mangimi, necessaria a mantenere quest'industria, richiede moltissimo terreno coltivabile. E' per questo che la terra arabile pro capite disponibile nel mondo continua a decrescere costantemente: è passata da 0,40 ettari per persona nel 1961 a 0,25 ettari nel 1999.

Un esempio estremo di degradazione del suolo è il fenomeno noto come desertificazione. L'agricoltura può contribuire alla desertificazione sia direttamente, tramite pratiche agricole dannose come la coltivazione intensiva, il sovrasfruttamento dei pascoli, e un uso smodato di acqua, sia indirettamente, quando la terra viene deforestata per creare nuove terre coltivabili o nuovi pascoli per il bestiame.

L'unica vera soluzione e' quella di diminuire il consumo di alimenti animali, qualsiasi altro provvedimento e' solo una presa in giro verso noi stessi. Questo vale per tutti i paesi "sviluppati", che da qualche decennio a questa parte consumano alimenti animali in quantita' spropositata.

Quelli "in via di sviluppo", come la Cina, hanno sempre avuto un consumo basso, che solo da qualche anno sta aumentando, a ritmi vertiginosi, perche' questi paesi seguono il pessimo esempio degli occidentali. Sara' quindi ancora piu' difficile far invertire questa tendenza, ma bisognera' andare tutti in questa direzione, non e' sostenibile un aumento dei consumi di prodotti animali, e nemmeno un consumo uguale a quello esistente. Sta a ciascuno di noi prendersi le proprie responsabilita' per far diminuire l'impatto devastante sul pianeta.


Tratto da: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=211&data_from_dd=25&data_from_mm=08&data_from_yyyy=2006&data_to_dd=06&data_to_mm=05&data_to_yyyy=2007&pg=2

Fonte: Reuters (su PlanetArk), China Imposes Grazing Ban to Restore Grasslands, 12 aprile 2007



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